Marco
13 april 2025
Prima di questa macchina fotografica avevo una Nikon D5000 con obiettivo 35mm f 1.8, ossia una reflex APS-C CMOS del 2009. Pe quanto possa sembrare scontato che in tutti questi anni ci siano stati enormi miglioramenti, anche la mia vecchia Nikon scattava ottime foto e la qualità dell'immagine in generale è stato l'ultimo punto che mi ha spinto a fare questo passaggio. In questa recensione voglio quindi spiegare cosa cambia e cosa offre questa Fujifilm X-S10 e a chi è rivolta.PARTE 1: DIFFERENZA generica tra REFLEX e MIRRORLESS:Mirrorless = senza specchio, ossia senza lo specchio davanti al sensore che nelle reflex manda l'immagine verso l'alto al mirino ottico. A parte questo, proprio come le Reflex, anche le Mirrorles consentono di avere ottiche intercambiabili.DIMENSIONI: l'assenza dello specchio permette dimensioni ridotte sia del corpo macchina, che delle ottiche. Con l'ottica giusta (tipo il mio FUJINON XF 27 mm f2.8), questa macchina sta tranquillamente nella tasca di un giubbotto o nella taschina degli zaini solitamente riservata a occhiali da sole e altre piccole cose. Sicuramente l'altra ottica che ho scelto, il 16-80, non va affatto in questa direzione essendo una delle più grandi, ma il 18-55 f2.8 che si può scegliere come alternativa è a mio avviso un ottimo compromesso essendo piccolissimo e offrendo una qualità ottica decisamente superiore ai classici 18-55 kit (basti pensare che l'apertura di partenza è f.2.8 e non 3.5). Per farsi un'idea delle dimensioni allego delle foto comparative.AUTOFOCUS: Poichè il sensore è costantemente attivo (nelle reflex viene attivato solo quando lo specchio si alza quando si scatta la foto) consente un autofocus sia più preciso che più rapido. Ad esempio, questa Fuji riesce a individuare i volti, a regolare l'esposizione in modo ottimale per questi e a mettere a fuoco automaticamente sugli occhi, tutte cose che sulle reflex erano possibili solo in modalità Live View (solo sul display, mentre qui anche sul mirino) e con notevole perdita delle prestazioni (la mia Nikon impiegava addirittura 10 o più secondi a mettere a fuoco in modalità live View e anche lo scatto non era immediato).Infine, segnalo che questa Fuji riesce a mettere a fuoco anche in condizioni di pessima illuminazione (addirittura -6 stop) e in generale è molto molto più rapida a mettere a fuoco.ANTEPRIMA ESPOSIZONE: Sempre per il motivo che il sensore è sempre attivo, è possibile visualizzare direttamente sul display o sul mirino un'anteprima dell'esposizione dell'immagine sulla base dei parametri impostati. Ciò era possibile anche su alcune reflex (non sulla mia) ma, come per l'autofocus sui volti, solo in modalità live View con tutte le conseguenze già dette al punto precedente. Senza di ciò ci si doveva basare solo sulle indicazioni dell'esposimetro (la lineetta con i + e i - in basso), il che ovviamente si riferiva solo a un singolo punto dell'immagine e non consentiva di farsi un'idea su tutto il resto della foto (si doveva andare a tentativi). Così l'esperienza è simile a quella che si ha con uno smartphone.MIRINO OLED: per quanto l'immagine che si apprezza nelle reflex direttamente riflessa dallo specchio sia stata a lungo considerata superiore, la qualità dei mirini OLED attuali non fa rimpiangere ed anzi segna un altro puto a favore delle mirrorless (e di questa Fuji): non solo la qualità è ottima, grazia sia all'altissima risoluzione dello schermino del mirino sia al fatto che sia oled e che quindi abbia contrasti perfetti con neri assoluti (e non grigi), ma anche è possibile apprezzare sul mirino funzioni altrimenti relegate solo al display (come l'anteprima dell'esposizione, del bilanciamento del bianco, del profilo colore, dell'HDR e altro).CONTRO: Batteria. sicuramente il fatto che sensore e display/mirino siano sempre accesi comporta dei consumi molto maggiori. Con la mia reflex non avevo mai sentito la necessità di una seconda batteria, mentre con questa può essere necessario se si prospetta di dover scattare molte foto (per viaggi o giornate normali invece si arriva tranquillamente a sera con carica residua). Comodo a tal proposito che la ricarica avvenga (anche) via USB-C (senza dover rimuovere la batteria), con lo stesso caricabatterie del cellulare (una cosa in meno da portarsi in viaggio) e che si possa ricaricare anche con una powerbank e usarla contemporaneamente (utile se ad esempio non si dispone di una seconda batteria).PARTE 2: DIFFERENZA GENERICA TRA APS-C E FULL-FRAME O MICRO 4:3DIMENSIONI: Anche in questo caso, a parità di tipologia (mirrroless), le APS-C sono più piccole delle FULL-Frame sia per quanto riguarda il corpo macchina che le ottiche. In generale le ritengo un giusto compromesso tra full-frame (sensore più grande, dimensioni maggiori) e micro 4:3 (sensore più piccolo e dimensioni ancora inferiori).OTTICHE: Le ottiche APS-C sono generalmente più piccole e molto meno costose, tuttavia, è opportuno ricordare che la quantità di sfocato che viene generato da aperture molto luminose è ridotta e va convertita con un indice di 1:1,5. Mi spiego meglio, il livello di sfocato che si otterrà con un’ottica APS-C f. 1.8 è lo stesso che si otterrebbe con un’ottica per full-frame di focale equivalente f. 1.8 x 1,5 = 2,7 ≈ f 2.8, quindi per il processo inverso se si vuole ottenere uno sfocato (bokeh) pari a un 2.8 full frame, su una fotocamera APS-C si deve optare per un obiettivo f. 1.8. Ad ogni modo, l’APS-C è il giusto mezzo tra full frame e macchine fotografiche con sensori più piccoli (in cui questo discorso è ancora più accentuato).Infine ricordo che per calcolare la focale full frame equivalente anche in questo caso si deve moltiplicare per 1.5 (quindi un’ottica APS-C 35mm è all’incirca pari a un 50 mm full frame come angolo di campo dell’inquadratura).COSTO: a parità di caratteristiche, le APS-C costano in genere anche 1000 o più euro in meno di una full frame. Infatti, per comprare una Full frame completa di tutte le caratteristiche che questa Fuji X-S10 offre si devono scomodare modelli professionali da 2-3.000€, senza contare il costo delle ottiche, molto maggiore per le full frame. Lo ripeto ancora una volta, le APS-C mi sembrano il giusto compromesso tra costo e qualità offerta.ISO / LUCE: va detto che un sensore più piccolo significa necessariamente meno luce che entra. Tuttavia, questa macchina fotografica regge davvero davvero bene gli iso anche alti, il che insieme alla stabilizzazione su sensore (che permette di alzare i tempi di esposizione anche a mano libera) permette di compensare senza grossi problemi la minore luce che entra. Anche quando gli iso si fanno davvero alti, la grana che si aggiunge è piacevole rispetto ad altre macchine e, poichè si hanno a disposizione 26 MP, alla fine dà poco fastidio.PARTE 3: PERCHE' proprio FUJIFILM?SENSORE APS-C XTRANS: Mentre Sony, Nikon, Canon, etc... si concentravano sulle mirrorless full-frame, Fujifilm ha lanciato già da molti anni le sue mirorrless e SOLO nel formato APS-C, dedicando quindi molta più attenzione delle altre già citate case, che hanno rilasciato le loro prime mirrorless APS-C solo di recente.Inoltre, a differenza dei sensori di praticamente qualsiasi altra macchina fotografica, che sfruttano lo schema Bayer, i sensori Fujifilm proprietari sfruttano un loro schema XTRANS. Questo oltre ad avere rilevanza da un punto di vista della rappresentazione dei colori (vedi dopo), elimina la necessità di avere un filtro passa basso, che nei sensori con schemi Bayer è invece necessario perché previene la formazione di artefatti ma che di fatto riduce la nitidezza delle immagini. Preciso infine anche qui che questo sensore (retroilluminato) regge benissimo gli iso e permette foto ottime anche con poca luce.STABILIZZAZIONE a livello di SENSORE: oltre alla stabilizzazione ottica presente su numerose ottiche, questa piccola Fuji (già perché di solito è presente in fotocamere più grandi e costose) presenta al suo interno una stabilizzazione anche a livello di sensore.Nelle ottiche in cui è già presente una stabilizzazione, questo ulteriore stabilizzatore si somma e migliora ulteriormente la capacità di annullare le vibrazioni. Nelle ottiche in cui non lo è inoltre offre un vantaggio ancora più notevole.Rispetto alla singola stabilizzazione ottica presente sugli obiettivi, comunque, questo genere di stabilizzazione è più rapida e precisa e consente di “guadagnare” fino a 6 stop, che non sono affatto pochi; questo significa che si possono usare tempi di posa a mano libera fino a 6 volte maggiori senza che le foto vengano mosse, un gran vantaggio che ho avuto modo di apprezzare in questi mesi.COLORI: caratteristica peculiare ormai rinomata di Fujifilm. Non solo la resa dei colori è in generale ottima, ma questa macchina fotografica permette di scegliere tra di preset chiamati “simulazione pellicola” che davvero rappresentano un bel valore aggiunto. I miei preferiti sono “classic Chrome”, che dà un aspetto leggermente vintage davvero bello, “astia”, molto morbido e tenue, perfetto peri i ritratti (vedi foto del gatto e del cane), “velvia”, molto saturo, ideale per i paesaggi e la natura (vedi foto delle case sul Ticino e del fiume in mezzo alla gola) e lo standard “provia” (vedi Matera in notturna); belli anche “eterna”, che ha dato un look molto cinematografico ai miei scatti a Matera e “classic negative”, che riproduce i colori delle classiche foto fatte a rullino (vedi foto con ragazza e bambino sugli scogli). Bellissimo b/n con “acros” infine.Grazie a questa eccellente elaborazione dei JPEG e a questi profili colore (che possono anche essere personalizzati a proprio piacimento), questa Fuji elabora dei JPEG praticamente già pronti, caratteristica non da poco che consente di non dover trascorrere ore ed ore ad elaborare i file raw come sarebbe necessario fare con altre macchine fotografiche.INTERFACCIA UTENTE: rispetto ad altre macchine (in particolare le Sony), i menù sono ben organizzati. Inoltre sono presenti numerosi controlli virtuali, tasti fisici e ghiere, tutti personalizzabili in base alle proprie esigenze e preferenze, e in generale l’ergonomia di questa macchina fotografica è ottima, sia da un punto di vista di tenerla in mano (altre Fuji peccavano in questo a favore di un aspetto più retò) sia in termini di controlli. Rispetto ad altre Fuji (X-T30, X-T4) ha perso la possibilità di premere le ghiere per fare switch tra le varie funzioni assegnate, ma non ne ho mai vista l’esigenza in quanto i nuovi controlli PASM (senza ghiera dei tempI) sono ben organizzate e tutti i controlli sono sempre a portata di mano. Ho prezzato tantissimo la presenza di una ghiera dedicata alla compensazione dell’esposizione, cosa ormai presente in tutte le fotocamere ma che la mia vecchia Nikon non aveva e mi costringeva a muovermi tra mille controlli per regolare una funzione così fondamentale.Utile poi la presenza del menù Q, dove si possono scegliere fino a 16 impostazioni da avere a portata di mano, e il fatto che i controlli assegnati a ghiere e pulsanti possano essere regolati osservando il cambiamento in diretta mentre ci si muove tra le varie opzioni perché non ostruiscono lo schermo (utile per il bilanciamento del bianco e per la simulazione pellicola sopratutto).ESTETICA: per quanto meno retrò rispetto ad altri modelli della casa per via dell’assenza della ghiera dei tempi, anche lei conserva un aspetto decisamente retrò quando abbinata ad obiettivi quali il mio 27mm f2.8, mentre al contrario appare decisamente professionale e più moderna quando abbinata al 16-80 f4.0. Personalmente, da un punto di vista estetico non mi piaceva in foto quando paragonata ad esempio alla X-T30, anche per via della presenza di un’unica colorazione (non è disponibile il caratteristico bicolore argento o argento scuro); mi sono però ricreduto dal vivo, in quanto appare decisamente più bella. Ricordo che il materiale è metallico, anzichè plastico, del corpo proprio come degli obiettivi (serie XF, mentre gli XC sono in plastica).COSTO: Obiettivamente la migliore da un punto di vista qualità prezzo; la sua concorrente, la Sony alpha 6600, ossia un’altra mirrorless con sensore APS-C stabilizzato e caratteristiche simili (per quanto in vari aspetti inferiori) costa sui 500€ in più. In generale una differenza di prezzo così ampia non si apprezza sul resto della gamma Fujifilm.OTTICHE: le ottiche Fuji sono di ottima qualità e sicuramente non ne rimarrete delusi (come non ne sono rimaso deluso io). In generale consiglio uno zoom variabile tra il 18-55 f.2.8 e il 16-80 f.4, a seconda del budget, e un fisso sui 35mm quale ad esempio il Fuji XC 35mm f2.0 che vale assolutamente i 200€ che costa ed è tutto sommato compatto. Se non avete mai usato ottiche fisse (e in generqale un 35mm APSC, ossia un 50 mm equivalente) in passato vi consiglio caldamente di provare: per quanto all’invio possa sembrare scomodo non poter variare focale e soprattutto questa focale (50mm equivalente), appena prenderete l’abitudine le vostre foto raggiungeranno un livello totalmente nuovo. Infine, molto compatto, ottimo otticamente e dall’aspetto retrò il 27 mm f2.8 che vedete in foto. Fujifilm ha aperto ad ottiche di terze parti solo da poco, quindi in generale non ce ne sono molte (segnalo a tal proposito le Viltrox) ma al gamma Fujifilm è davvero completa e il fatto che, come dicevo prima, Fuji si sia concentrata primariamente sulle APS-C (e non sulle full frame, come altre case) fa si che ci siano obiettivi per tutte le necessita (e portafogli).PARTE 4: ALTRODISPLAY: per quanto sia spesso sottovalutato, mi sono reso conto con la mia vecchia Nikon (che aveva un pessimo display in quanto risoluzione) quanto importante possa essere il display di una fotocamera; infatti, diventa difficile rendersi conto se una foto è venuta bene o male con un display scarso, non accorgendosi persino se una foto è fuori fuoco o meno. La risoluzione del display di questa Fuji, con i suoi 1,04 milioni di pixel, si colloca al di sopra di molte mirrorless fullframe (tipo Sony Alpha 7 III e la concorrenza APS-C di Nikon e Canon, che ne hanno in genere sui 900 mila), per quanto non sia ai vertici (la sorella XT-4 e la XT-30 Mark II ne hanno 1.6 milioni). Ad ogni modo, questo display è ottimo per risoluzione, resa cromatica e angolo di visuale, ed è pure orientabile (il che è utile in molte situazioni). Personalmente, data la mia brutta esperienza di questi anni con il display della Nikon, mi ero imposto di non comprare nessuna nuova fotocamera con display con meno di 1 milione di punti.DIMENSIONI FILE, FORMATI: È possibile scattare sia in RAW che in JPEG che in entrambi allo stesso tempo. Inoltre è possibile scegliere se si preferiscono RAW compressi o non e se si preferisce una compressione senza perdita o maggiore (i RAW compressi non sono supportati da molti software e necessitano preferibilmente di Capture One, quello fornito in dotazione, ma consumano meno spazio). Il Mac e l'iPhone sono compatibili nativamente con i Raw di questa X-S10 solo se non compressi, altrimenti consiglio di usare Capture One oppure RAW Power, che da un po' supporta anche i file compressi, supporta i profili colore delle simulazioni pellicola ufficiali ed è disponibile come acquisto una tantum (non abbonamento come Lightroom o photoshop) sia per Mac (39€) sia per iPhone/iPad (10€).Un file JPEG alla massima risoluzione occupa sui 12-15 MB, mentre per un RAW passiamo a circa 50MB a foto.MANUALE: ho apprezzato il manuale (in italiano), disponibile in formato digitale sia pdf sia interattivo, in quanto davvero completo. Inoltre, Fujifilm rilascia piccole integrazioni per le funzioni aggiunte con gli aggiornamenti firmware successivi alla pubblicazione del manuale pdf. Il cartaceo non è presente, ma non lo rimpiango in quanto la versione interattiva può essere consultata dal cellulare in ogni momento e in modo più agevole.FLASH INTEGRATO: piccolo, ma utile in alcune circostanze. Rispetto a quello che avevo nella mia Nikon è più esile, ma è comunque efficace in alcune situazioni (per quanto non ami la fotografia con flash).ACCESSORI CONSIGLIATI: Io ho comprato il caro, ma utile, kit di Peak Design per convertire la tracolla inclusa (in pelle, nera, carina) e poterla staccare quando voglio usare la maniglia (sempre Peak Design, visibile in foto) o non voglio niente attaccato (utile se voglio ridurre al minimo l'ingombro). Si trovano entrambi su amazon, ma vi consiglio di guardare anche sul sito di Peak Design perché nel mio caso il prezzo pure includendo le spese di spedizione era inferiore. Inoltre consiglio un proteggi schermo qualsiasi in vetro fatto apposta per Fuji X-S10 (per quanto il display possa essere chiuso e protetto talvolta è utile lasciato aperto e graffiarlo sarebbe un peccato). Io uso poi un lettore di schede SD per il cellulare (iPhone, nel mio caso) per passare le foto en plein d'air perché l'app è davvero lenta, mentre cosi in qualche secondo si passano centinaia di foto. Consiglio infine il treppiedi piccolo e portatile JOBY GorillaPod 1K.APP/GEOTAG FOTO: per quanto l'applicazione sia recensita molto male e il passaggio delle foto al cellulare sia piuttosto lento e in generale scomodo, volevo la presenza di un’interfaccia con il cellulare principalmente per assegnare la posizione alle alle foto (geotag), proprio come avviene quando scatto una foto con il cellulare, e questo avviene piuttosto bene con l’app. Con il mio nuovo iPhone 13 Pro la fotocamera si collega ed apre l'app in background per ottenere la posizione automaticamente, anche se l'app non viene aperta da molto tempo. Con il mio vecchio iPhone, o in generale nel caso in cui non dovesse collegarsi alla fotocamera in automatico, basterà aprire l'app sul cellulare a inizio giornata e poi il processo funziona tranquillamente senza problemi. Non ho notato rilevanti consumi di batteria sul cellulare e comodo che sincronizzi anche l'orario per averlo sempre preciso. In generale la fotocamera non chiede la posizione al cellulare per ogni foto, ma solo ogni tot di tempo.Spero di aver chiarito ogni possibile dubbio e che questa recensione vi sia stata utile!